Idee in Z

Il mondo più piccolo di 220 volte


Il plastico di Doraemon - Pagina 1 di 4

L'idea, un po' inconsueta, di realizzare questo plastico è nata come una sfida, quando mi è stato offerto di partecipare al raduno del fermodellismo giapponese in scala Z che si tiene tutti gli anni ad Osaka.

La mia grande passione per Doraemon, che da noi in Italia è solo considerato come un cartone animato rivolto ai più piccoli ma che nel Paese del Sol Levante è un vero e proprio simbolo nazionale, il desiderio di costruire un plastico un po' diverso dal solito e, perché no, la voglia di fare un'esperienza nuova in un mondo così lontano dal nostro, mi hanno convinto fin da subito di progettare un plastico in valigia del tutto originale.


L'osservatore non deve pensare che questo sia uno scherzo o comunque un plastico non degno di attenzione modellistica, in quanto in una riproduzione in scala Z di uno scorcio cittadino giapponese ho inserito una serie di elementi tecnici e fini dettagli come raramente ho trovato su plastici "convenzionali". Non dimentichiamo, infatti, che io, ad ogni plastico, sperimento qualcosa di nuovo che poi utilizzerò nei miei plastici successivi...

La base di partenza è stata una bella valigetta in alluminio regalatami dal mio amico Giacomo, già pronta allo scopo. Mi sono quindi procurato alcuni kit in cartoncino della Sankei ed un paio di modellini presi su Shapeway ed ho iniziato a costruire il piccolo mondo di Doraemon, adattato al poco spazio disponibile, strutturando ogni cosa in modo da potere al contempo sviluppare tutta l'elettronica.

Altro elemento fondamentale è stato l'acquisto di una stampante 3D, con la quale mi sono progettato e realizzato moltissimi elementi, dai semafori ai figurini, agli edifici, le gallerie e la mongolfiera!

Come al solito, il plastico è dotato di collegamento Bluetooth 4.0 ed ho realizzato una interfaccia grafica per smartphone con la quale impostare e gestire ogni cosa.

Il tracciato ferroviario è molto semplice ma, grazie alla stazione nascosta a due binari, consente una certa varietà di movimento. Ogni treno, infatti, può circolare indifferentemente nelle due direzioni, per cui si hanno 4 possibilità di movimento diversi.

I treni sono costituiti da unità Kiha52, in composizione singola. Si tratta di automotrici diesel costruite dal 1958 al 1966 ed i modelli adottati per il plastico di Doraemon sono quelli nelle classiche colorazioni rosso/beige e blu/beige.

Il cuore del plastico è una scheda Arduino Mega 2560 cui ho affiancato 7 schede da 16 uscite PWM e 2 schede a 64 uscite digitali per l'alimentazione dei tantissimi circuiti luce. Una scheda motore consente l'alimentazione dei binari e l'azionamento dei deviatoi.

Al di sotto della superficie del laghetto ho voluto installare uno schermo LCD in grado di riprodurre filmati ed immagini, aumentando quell'aspetto fantastico che il plastico vuole offrire. Anche questo schermo è pilotato da Arduino, oltre che da un telecomando ad infrarossi.

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